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L'INEI

Dal 1998 l’Istituto Nazionale Espresso Italiano si impegna a difendere l’espresso di qualità attraverso una certificazione riconosciuta dal Csqa (certificato di conformità numero 214 del 24 settembre 1999, DTP 008 ed. 1) che prevede esclusivamente l’impiego di miscele certificate, macinadosatori e macchine qualificate e operatori abilitati.

Caffè più caro? Accettabile se è anche migliore

Gli aumenti dell’espresso al bar saranno inevitabili. Ma il consumatore potrà accettarli solo se riceverà un prodotto migliore

di Marco Paladini - Presidente Istituto Nazionale Espresso Italiano

La Federazione Italiana dei Pubblici Esercenti (FIPE) ha chiesto coraggiosamente ai propri associati, ai baristi, di bloccare i prezzi. Un atto di responsabilità che mira a preservare il potere di acquisto dei consumatori. Ma che non risolleverà l'economia del settore bar in Italia e, in ultima analisi, non è detto che aiuti i consumatori.
Ecco lo scenario. I baristi oggi bloccano il prezzo del caffè e lo fanno per un certo periodo. Ma si tratta solo di una misura temporanea per fermare l'emorragia di consumatori che in numero sempre maggiore rinunciano alla colazione fuoricasa. Il grande problema del barista è però far quadrare i conti. Sono le spese il grande nemico: acqua, luce, gas, affitti, stipendi dei dipendenti. Se il prezzo di un espresso si può bloccare, altrettanto non si può fare con queste voci, destinate ad aumentare. Lo stop al prezzo del caffè è quindi una misura che potrà fare respirare i consumatori, ma comunque tra qualche tempo bisognerà ritoccare i listini all'insù.
Gli aumenti del prezzo del caffè al bar saranno in definitiva inevitabili. E potranno essere accettati dai consumatori solo se gli si darà maggiore qualità. Altrimenti è certa la fuga verso il caffè con la monetina, che è spesso pessimo ma costa poco, o verso la macchinetta in ufficio, di discreta qualità e con un prezzo inferiore al bar.
E' uno sforzo che la filiera deve compiere: fare arrivare caffè migliori sui banconi, soddisfare realmente il consumatore. E dargli un servizio migliore, in ambienti più confortevoli e puliti, più attenti alle sue esigenze. Solo così il consumatore sarà disposto ad accettare eventuali aumenti della tazzina di espresso perché vi troverà un reale valore e non li percepirà solo come il frutto amaro dell'inflazione.